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Ho provato a
cercare qualche notizia sull'origine dei pici, ma non ho trovato molto.
Ci sono due scuole di pensiero, la prima, che sembra più una leggenda,
dice che il nome deriva da un personaggio etrusco (Apicio) amante della
buona cucina, mentre la seconda, forse più reale, dice che deriva dal
verbo 'appicciare'. Fatto sta che il mio rapporto con i pici non è di
lunga data. Li mangio da tanti anni, ma a casa dei miei non venivano mai
fatti, bensì comprati in un pastificio che li faceva grossolani, a
macchina e soprattutto con l'uovo. Ho cominciato a farmi una cultura
quando sono andato a svolgere il servizio civile a Torrita di Siena,
dove una signora, volontaria della Pubblica Assistenza, ce li fece come
piatto di benvenuto. Erano completamente diversi da quelli che avevo
sempre mangiato e soprattutto molto più saporiti, per non parlare poi
del sugo all'aglione che era meraviglioso. Insomma fu un bel regalo.
Piano piano ho provato a rifarli a casa, ma all'inizio con scarsi
risultati e molta fatica, però con il tempo ho affinato un po' la
tecnica e ora la condivido con voi.
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INGREDIENTI x 4 persone per l'impasto 350 gr di farina di grano tenero 0 150 gr di farina di grano duro 00 270 ml di acqua tiepida 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva sale q.b. per il sugo all'aglione 15 pomodori da conserva 15 spicchi d'aglio olio q.b. sale q.b. |
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| Se volete essere messi in contatto con chi ha scritto la ricetta raccontata scrivete a ricettaraccontata@gmail.com | ||||
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Fiduciario Slow Food Condotta di Siena Marco Bechi - Tel. +393394977937 Fax +390577317821 www.slowfoodsiena.it |
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