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11/13 Novembre 2005 a Genova

              Perchè Slow Fish
Nella Bisanzio del XIV secolo il caviale era il cibo dei poveri: un bracciante, con il salario di 15 giorni, ne poteva acquistare un barile da 45 chili! Oggi è diventato scarso e costosissimo: 45 chili di Beluga valgono una fortuna.
Tra alcuni anni, succederà la stessa cosa per il merluzzo, il tonno rosso, la triglia? Il pesce azzurro sarà ancora un alimento a buon mercato? Sarà ancora possibile andare in pescheria e scegliere a piacere? Probabilmente no. Il pesce pescato sarà una rarità, un cibo per pochi privilegiati.
Gli oceani, dicono gli ottimisti, sono un sistema complesso e troveranno il modo di riequilibrare i deficit attuali. Bisogna però tener conto della continua crescita della domanda di pesce, delle tecniche selvagge di pesca, dell’inquinamento: la crisi del caviale non l’ha prodotta la domanda, gli storioni sono calati per numero e dimensioni a causa dell’eccessivo materiale organico scaricato nei fiumi e nel Mar Nero. La pesca dissennata in nome del facile guadagno ha fatto il resto.

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  Succederà anche per gli oceani, temiamo: il degrado ambientale, l’accumularsi di residui tossici – mercurio e diossina nei grandi pesci pelagici sono già a livello di allarme -, la sempre maggior sofisticazione dei sistemi di pesca, lo spreco inusitato di catture destinate all’industria o ai mangimifici, l’accomodante atteggiamento delle istituzioni internazionali preposte alla pesca porteranno al collasso degli stock.  
  Ecco perchè venerdi 11 novembre "Eravamo quattro amici a Slow Fish"  
   
  Siamo partiti da Siena di buon ora e....all'orario di apertura ero a Genova insieme ai miei prodi  
 
compagni di avventura.....
 

 


Subito dopo l'inaugurazione ho avuto modo di salutare Carlo Petrini,
Presidente mondiale di Slow Food, molto soddisfatto dell'affluenza di visitatori di tutte le età
 
 
e Luca Fabbri,   Governatore toscano,   che, solo per la foto di rito mi ha allontanato dalla
 
 
degustazione di fasolari crudi... le specialità erano moltissime, una  strana che mi ha colpito è
 
 
stata la colatura di Alici di Cetara, prodotto ottenuto con tecniche antichissime....

.....il pesce esposto, anche per la vendita era splendido, freschissimo

dai colori variopinti

assolutamente invitante

sembrava quasi un peccato rovinare le cassette, più nature morte in una galleria che merce da vendere a peso, comunque abbiamo assaggiato, assaggiato, assaggiato.....

le degustazioni al Bistrò si sprecavano, era possibile trovare un sacco di leccornie

tutte naturalmente a base di pesce......

anche i Paccheri di Gragnano, conditi con polpo e peperoni, faceva la loro bella figura
 
 
quasi come queste belle aringhe stese ad essiccare allo stand Norvegese

dove abbiamo provato una antica zuppa di pesce cucinata in reperto, un antico paiolo, ritrovato su una nave vichinga e poi ancora....
 
 
le ostriche, di 3 diversi tipi sono state irresistibili per Andrea e Duccio

mentre Andrea assaggiava crostini di carpaccio di orata crudo, ma qualcuno ha fatto di più,

Monica ha persino "ripulito" il suo pesce pescato nel cartoccio di carta gialla ancora caldo

mentre osservava chi lavorava e preparava le Nasse
 
 
ed io giravo a destra e manca rapito da mille profumi tra l'acquisto di quella conserva
o di quel barattolo contenente ingredienti poveri ma divenuti "ricchi" grazie all'opera dell'uomo....
 
 
ci siamo proprio divertiti e sazi di cibo e novità siamo tornati in quel di Siena......
.......eravamo quattro amici a Slow Fish e l'anno prossimo ci torneremo!!
 
 

Fiduciario Slow Food Condotta di Siena  Marco Bechi - Tel. +393394977937 Fax +390577317821 www.slowfoodsiena.it