Questa
iniziativa, LIBANO IN CHIANTI PER TERRA MADRE, fa parte del progetto
Condotte Slow Food per Terra Madre
che coniuga il piacere della convivialità e della tavola alla
possibilità di conoscere e aiutare la rete mondiale delle comunità
del cibo che si riuniscono a Torino dal 23 al 27 ottobre prossimi,
per discutere il presente e il futuro dell’agricoltura, della
pastorizia e della pesca e poi alcuni verranno in Toscana.

Terra Madre
è nata con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e di scambio
a livello planetario tra realtà produttive unite da uno stesso
approccio alla produzione sostenibile di cibo e di progettare una
nuova economia del cibo fondata sui valori di equità e benessere.
Le comunità
condividono i problemi generati da un’agricoltura intensiva, lesiva
delle risorse naturali, e da un’industria alimentare di massa che
mira a uniformare I gusti e mette in pericolo l’esistenza stessa
delle produzioni su piccola scala. All’interno della rete di
Terra Madre le comunità, i cuochi e i rappresentanti delle
Università, si confrontano sulle reciproche difficoltà e si
scambiano conoscenze. In modo organizzato ma anche in modo spontaneo
si sono svolte attività formative, progetti locali di avvicinamento
tra i piccoli produttori e i consumatori, scambi culturali e di
informazioni tra i delegati di tutto il mondo.
La Fondazione
Terra Madre segue queste iniziative nel loro sviluppo anche nel
periodo precedente e successivo all’evento per garantire loro
l’indispensabile continuità.
Nell'ottica di questa serie di eventi Stefania Griccioli socia della
condotta senese e già da tempo attenta alle problematiche medio
orientali si è data disponibile ad ospitare, insieme ai fratelli,
nella limonaia della villa di famiglia a Montechiaro
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un evento etnico che ha racchiuso musica, cibo e cultura, con
una cena preparata da Lucia Zucconi,
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naturalmente tutto arabo dalla
musica al dolce. Il tutto finalizzato ad una raccolta di fondi
per permettere ad alcuni Libanesi la partecipazione a Terra Madre
2008.
Anche il sindaco Roberto Bozzi ci ha salutato raccontando della sua
esperienza libanese.
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Comunque l'occasione è stata ghiotta e in una cornice molto
particolare dove è stato preparato un grande buffet con tutti questi piatti
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insomma erano
HOMMOS o HUMMUS Crema di ceci, cumino e limone
MOUTABBAL o BABA GANOUSH Crema di melanzane
FULL Crema di fave o fagioli
Crema di carote
Salsa di yogurt
FALAFEL Polpette di ceci
MEZZEH DI FAGIOLI Polpette di fagioli e mandorle
KIBBEH Polpette di bulgur e carne
RQAQAT Involtini di formaggio
TABBOULEH Insalata di bulghur e prezzemolo
FATTUSH Insalata di pane e pomodoro
MDARDRA Riso, lenticchie e cipolle
RUZ BI DAJJAJ Pollo lesso e riso cotto nel brodo con mandorle
OUZI Riso con verdure a dadini e pollo
KOFTA o KUFTA Polpette di manzo con patate e pomodori al forno
KAMOUNEYA Spezzatino al cumino
SALATA ARABIA Insalata mista
KABBIS KHIAR Cetrioli all’agro
e per finire
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MUHALLABIA Budino bianco ai pistacchi
LAIALI LIBNAA Budino di semola
RUS HALIB Budino di riso
BARAZIK Biscotti di sesamo
BAKLAWA Sfoglia alle mandorle e pistacchi
Grazie a
Emad e ai musicisti, che
ci hanno allietato con musica tradizionale libanese,
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a Costantino e
Amelia per l'aiuto in loco e ad Alberto, Clelia, Marco
che hanno aiutato la cuoca Lucia Zucconi per ben tre giorni,
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e poi a Andrea e Andrea e ancora Alberto che hanno
aiutato per la tavola
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a Izzat, Rabia, Duccio (che non si vedono), insieme a Florio
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e al contributo di Marcello Griccioli che ha offerto due
antiche statue
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a
Alessandro Grazi
che per l'occasione ha messo a disposizione
una sua opera 35x50cm, limitata a 50 esemplari numerati e firmati,
che consiste nella riproduzione a colori dei bozzetti del palio del
2 luglio 2007 vinto dall'oca con (sullo
stesso supporto) un acquerello originale (perciò resa unica e
diversa dalle altre) e con attaccato un frammento della seta del
palio derivante dalle rimanenze della lavorazione
delle teste di cavallo aggettanti rispetto alla sagoma del palio.
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a Cesare Rapaccini della Macelleria di Ponte a Bozzone che ha
contribuito
con una parte della "ciccia"
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a
"Dolci Tradizioni
Toscane Catering" di Colle Val d'Elsa
che ha fornito piatti e stoviglie, al
Castello di San Donato in
Perano di Gaiole in Chianti che ha fornito dei prodotti per
la sottoscrizione, alla "Pizzeria n.1" Tutto Pizza via delle Terme, 94 Siena
che ha fornito il pane,
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ad Alessandro Griccioli -
"Terre della Grigia"
Montechiaro Siena
che ha fornito il vino della cena e molte buone bottiglie per la
sottoscrizione
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e infine a Stefania Griccioli e i suoi fratelli l'ospitalità e...molto di più
alla quale, insieme a Lucia
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abbiamo consegnato "per ricordo" il
Menu disegnato da Marco Minetto

Grazie a tutti l'ammontare
della quota, (defalcata solo delle spese per le materie prime) devoluta alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità è stata
di
2000.00€
che
aggiunti ai 1000.00€ già raccolti a giugno fanno un totale di
3000.00€
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(Dal sito Nazionale di Terra
Madre)
"Aiutare, sostenere,
finanziare un contadino non è un pensiero altruista. È qualcosa che
fai per te, per il tuo piacere a tavola, per le buone idee che ti
regala un calice di vino, per le emozioni che ti suscita un
paesaggio incontaminato, perché vorresti che domani, questa gioia
tattile e materiale non ti fosse negata.
Pensarci, oggi, al contadino, è un atto di necessità, perché non c’è
lavoro altrui che sia così connesso alle tue primarie esigenze di
vita e al tempo stesso al tuo piacere.
Pensa al paesaggio disegnato dal suo rastrello, a quanto ti piace
guardarlo, alla gioia che ti dà.
Pensa ai contadini di altri angoli del mondo, che fanno lo stesso
lavoro, per i piatti di qualcun altro e per i paesaggi che qualcun
altro vedrà.
Pensa a quanto è importante che queste persone che ci regalano, ogni
giorno, la felicità di nutrirci con un cibo buono, pulito, giusto,
possano incontrarsi, scambiarsi le informazioni, continuare a
credere nell’importanza del proprio lavoro per saper resistere alle
minacce delle multinazionali.
Per questo invitiamo 5000 produttori a Torino per Terra Madre: per
ringraziarli per quel che fanno, e per spronarli a non mollare.
È uno sforzo enorme, soprattutto dal punto di vista economico. Per
questo ti chiediamo di contribuire al viaggio di pescatori coreani,
di pastori mongoli, di contadini messicani.
Perché quel che fanno c’entra con il tuo piatto, con i tuoi
pensieri, con la tua felicità. Con la tua vita."
