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ospiti del
"Piccolo Chianti"
dove, come sempre Sandra ci ha "coccolato" con le sue "dolci" attenzioni
al termine delle degustazioni
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L'attenzione è stata diretta verso Michela Blengetti, la nostra docente,
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che ci ha raccontato di
svariate realtà
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Le carni costituiscono un settore molto delicato che negli ultimi anni è
stato al centro di numerose polemiche e contestazioni, aventi come
oggetto la qualità e la genuinità del prodotto (dallo scandalo della
mucca pazza al caso dei polli alla diossina). Le razze italiane,
autoctone e più pregiate, sono messe in pericolo dall’invasione di capi
di provenienza straniera, allevati con insilati, integratori vitaminici
e poi venduti come carne di qualità. Sono allevati con alimentazioni
iperproteiche e funzionali solo all’accrescimento dove quel che conta
sembra che sia solo il lievitare il più presto possibile senza le
qualità chimico fisiche che un cibo allevato in modo meno intensivo ci
può dare. Un esempio per tutti è la differenza che c’è tra il dar da
mangiare del fieno profumato di prato stabile come fibra ed alimento a
differenza della paglia come fibra in aggiunta di vitamine,Sali minerali
proteine per dargli sostanza. Il risultato organolettico sarà
inevitabilmente diverso.
Inoltre, la mancanza di strutture adeguate in grado di reggere la
concorrenza delle grandi produzioni industriali e il fatto che
pochissimi giovani siano interessati a continuare il mestiere dei padri,
rischia di compromettere il futuro di questo fondamentale alimento; si
pensi ad esempio che il progressivo tramonto della società contadina ha
fatto sì che gli animali da cortile siano spesso stati dimenticati come
alimento, venendo relegati nei piatti minori. C’è la tendenza ad un
mercato al ribasso dove non conta produrre bene ma quanto più uno ha da
vendere più spunta prezzi migliori.
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Questa situazione comporta il rischio di estinzione per centinaia di
razze di animali (non a caso alcuni dei presidi di Slow Food riguardano
proprio questo settore), per cui è giunto il momento di riscoprirle e di
conoscerne le caratteristiche.
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Il corso parte da queste considerazioni e passa in rassegna razze e
animali, la loro alimentazione, gli allevamenti, per giungere ai tagli
di carne e alla loro conservazione. Il punto d’arrivo è la qualità delle
carni: attraverso le quattro lezioni verranno apprese quelle conoscenze
di base che permetteranno di cogliere le peculiarità ed apprezzare tutti
i loro aspetti.
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Il consumo della carne nella storia
La carne
Brevi cenni antropologici della carne:dalle origini dell’uomo ai giorni
nostri
Il cibo e la globalizzazione
La carne e l’alimentazione
Qualità e carne
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Elementi di nutrizione
Il tessuto connettivo e le sue funzioni
I grassi
Carne bianca e carne rossa: due carni a confronto
Animali da macello
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Taglie e preparazioni
Tagli bovino adulto
Tagli del vitello
I tagli e la cucina
I tagli della carne
I tagli delle carni e ovine e caprine
I tagli del suino
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Altre razze
Il pollame
Gli avicoli
Il coniglio
Carni equine e storia dell’ippofagia
Bufalo
Asino
Ovini e caprini
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Dall’allevamento alla macellazione
Gli alimenti
Erba-prato-pascolo
Dal tessuto muscolare alla carne: la frollatura
Composizione chimica e valore nutritivo delle carni fresche
L’ingrasso e il territori. Le stalle e le isole felici. Le
contraddizioni del biologico.
Macellazione
Tecniche di conservazione della carne
Etichettatura
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al termine la consegna del diploma anche a Michela da parte di Marco
Bechi e Marco Minetto

che ha provveduto a consegnare quello ufficiale di Slow Food a tutti
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un simbolico attestato anche a Sandra e Anna che ci hanno veramente
accolti con grande amicizia
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Materiale didattico:
Dispensa del corso
La globalizzazione del nulla
(George Ritzer, Slow Food Editore, Bra) |
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